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Chef Relais & Châteaux

Michel Rochedy & Stéphane Buron

Chef Relais & Châteaux

Michel Rochedy & Stéphane Buron
Le Chabichou
Membro Relais & Châteaux dal 2013
Rue des Chenus
73120 Courchevel 1850
Francia

HOTEL

Hôtel Le Chabichou Restaurants & Spa

25 camere: 180-1390 EUR s.c.
16 suite: 399-2190 EUR s.c.



RISTORANTE

Le Chabichou

Inverno: Menù 50-230 EUR s.c. - Carta 30-120 s.c. Estate: Menù 50-125 EUR s.c.

Visionare i dettagli del ristorante




Terminologia : t. = tasse - s.n.c = servizio non compreso - s.c = servizio compreso


LA STORIA DI UNO CHEF

“La mia vocazione è nata in Ardèche, osservando le pentole fumanti sui fornelli dell’albergo familiare. È stata proprio la famiglia a portarmi in cima. Prima quella mia, poi, molto velocemente, quella dell’alta gastronomia: Pic a Valence, La Tour d’Argent a Parigi, Le Vivarois a Parigi, Gaston Lenôtre a Plaisir… fino ad arrivare al Cimes Blanches, a Courchevel 1650, dove ho incontrato Maryse, mia moglie, prima di acquistare insieme Le Chabichou. Nel 1963, questo modesto albergo, molto strategicamente situato al piede delle piste, non aveva altro che 9 camere. Cinquant’anni più tardi, dietro la sua tipica facciata bianca, il nostro bel chalet ne conta 25, confortevoli e accoglienti, alle quali c’è da aggiungere uno spa di più di 1100 m2, il bistrot Le Chabotté e un ristorante gastronomico. Contando sulla collaborazione di Stéphane Buron, m’impegno in prima persona a magnificare in ogni piatto gli ottimi prodotti nostrani, sia quelli umili, sia quelli nobili, ma sempre con un rispetto assoluto. Una cucina fatta col cuore, molto affinata.” Stéphane Buron “Così com’è successo a Michel Rochedy, il mio mentore, è stata la famiglia in senso ampio a guidarmi. I miei pari hanno alimentato la mia passione per la cucina: André Surmain al Relais, a Mougins; Joël Normand nelle cucine dell’Eliseo, a Parigi, e Christian Willer all’Hôtel Martinez, a Cannes. La mia seconda famiglia, quella del Chabichou, ha poi raccolto il testimone. Mi ha adottato già nel 1987 e mi ha aiutato a salire poco a poco i gradini fino a ottenere il Primo Premio Internazionale Taittinger nel 2002, poi quello di Meilleur Ouvrier de France nel 2004, successivamente sono diventato capo cuoco nelle cucine di Michel Rochedy. Un’occasione d’oro per comporre a quattro mani degli spartiti deliziosamente contrastanti, tra prodotti nobili e prodotti nostrani, dolce e salato, croccante e fondant…, contando sulla montagna come guida.”

I formaggi d'alpeggio - Svelateci il vostro segreto culinario per preparare l'ingrediente chiave della vostra cucina!

Li cucino il meno possibile, in modo che conservino la loro consistenza. Tuttavia, da diversi anni propongo d’inverno una ricetta dal nome «La Pierre des Alpages» che implica tre Bleu diversi: il Bleu de Sassenage, un bleu bio gratinato su una fonduta di pere al profumo di pepe, un Persillé de Tignes macerato in olio d’oliva condito col limone e avvolto in un carpaccio di fichi e un Bleu de Termignon in un sorbetto addolcito servito con una granita di mele di Savoia.

 

Condividete con noi il modo in cui scegliete i prodotti.

Io percorro la montagna col mio amico formaggiaio stagionatore, «Miglior Formaggiaio del Mondo» (titolo concesso dall’International Caseus Award) e MOF, Bernard Mure-Ravaud, in cerca di piccoli gioielli segreti. Conto su una mezza dozzina di produttori. Ho scoperto di recente la Ferme de Monfort che produce degli ottimi formaggi di capra. Tutti questi formaggi d’alpeggio sono una derrata rara e molto gettonata. Acquistiamo i formaggi ancor prima che siano stati prodotti…

 

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