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Marocco

I COLORI CANGIANTI DEL MAROCCO

Bianco, come le città che sovrastano l’Atlantico, blu, fresco e mosso. Ai piedi delle mura della qasba d’Essaouira, i pescatori sbarcano ogni mattina orate e triglie sulla spiaggia spazzata dagli alisei. I cavalieri che si allenano lanciano i cavalli al galoppo. Da parte sua, Casablanca è un laboratorio della modernità architettonica della prima metà del XX secolo. Gli architetti d’avanguardia della cosmopolita capitale economica del Regno utilizzano il ferro battuto marocchino dai motivi Art-déco, affiancano ai volumi cubisti e spogli dell’habitat tradizionale, forme funzionali o della Bahaus.

L’ocra delle medine col loro dedalo di viuzze, le cui alte mura cieche celano dei sontuosi palazzi –riad– con le loro corti interne, o dei semplici caravanserragli –fondouk–, i soli edifici con una porta sufficientemente alta da far passare gli animali e il loro carico. A Fes, Meknes o Marrakech meglio rinunciare al senso dell’orientamento e fidarsi dell’orecchio e dell’olfatto nel labirinto dei suk. I colpi distinti sul metallo martellato svela la vicinanza degli ottonai che cesellano o imbutiscono teiere, vassoi e lampade di rame. I profumi della curcuma e dell’anice annunciano i piccoli mucchi di spezie multicolori.


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