SINFONIA DI COLORI
Contrasto dei colori: sulla costa croata, il blu profondo dell’Adriatico combina col bianco intenso delle pietre dalmate e col verde scuro dei boschi di faggi e roveri, ma anche con quello, meno intenso, degli uliveti. Nel retroterra, sono i laghi e le cascate del parco nazionale di Plitvice a mostrare una gamma irreale di turchese. Una successione di paesaggi mozzafiato. Con in mano un bicchiere di maraschino – liquore a base di maraška, ciliege marasche –, si brinda a questa parte dei Balcani, incastonata tra l’Europa e l’Asia, alle sue città antiche, vecchie signore dal fascino perpetuo. Tra di esse, Zara, che da tremila anni si stira su una penisola lungo la costa dalmata. I bombardamenti della Seconda Guerra mondiale non sono bastati a cancellare dalla faccia della terra tutti gli edifici antichi e, infatti, quello di Zara è il foro romano più grande e meglio preservato dei Balcani. Sul lastricato originario, reso lucido dal tempo e dal calpestio della gente, si erge la chiesa di San Donato.
La sua forma circolare, tipica dell’architettura bizantina, ospita oggi una sala di concerti riservata alla musica medievale e rinascimentale. La mescolanza dei generi è onnipresente nelle strade lastricate della città, dove chiese romaniche danno la battuta a edifici dei secoli XV e XVI. Seguendo le vestigia delle mura medievali, si arriva alla piazza del mercato, con le sue bancarelle colorate. I fichi si abbandonano alla bontà del sole, il profumo dell’olio spremuto vaga nell’aria e i vini locali si abbinano ai formaggi del paese, come il paški sir, una pasta dura di latte di pecora elaborata nell’isola di Pag. Il suo sapore salato, così speciale, è quello della foschia dell’Adriatico che bagna i prati dove pascolano le pecore. A pranzo, un bicchiere di prošek dolce perfeziona l’abbinamento tra cibo e vino. Ma il vero spettacolo ci attende in fondo alla penisola, dopo aver superato il lungomare della Nova Riva. Per terra, una successione di lastre in vetro coprono il cemento: pannelli solari che, al calar del sole, liberano la luce assorbita durante tutto il giorno. A questo balletto cromatico si aggiunge il concerto incessante del mare e del vento che penetra nelle cavità, a pelo d’acqua. Nascono così, secondo le correnti marine, delle strane variazioni musicali che percorrono tutta la penisola istriana.