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Svizzera

Situata nel cuore dell'Europa tra cinque paesi, la Svizzera sorprende per il suo pluralismo culturale.

Dapprima bisogna serpeggiare tra le montagne, sapere, come il Rodano, aprirsi strada nelle Alpi, poi si vede il paesaggio spianarsi lungo i pendii verdi che scendono sempre più dolci per scoprire, infine, Ginevra di fronte al lago Lemano. Uno specchio d’acqua tale – il più grande lago dell’Europa occidentale – che la dovizia della natura fa dimenticare la città. Al tramonto si seguono con lo sguardo la sfilata delle nuvole e gli stormi di uccelli in volo. Un’invito a fantasticare lungo la sponda, passeggiata favorita dell’imperatrice Sissi, o a fare una crociera. È appunto dal lago che si può ammirare appieno questo panorama grandioso, specie nel mese di giugno, allorché le migliori barche a vela partecipano alla regata del Bol d’Or. Ed è ancora il lago a farci conoscere le città vicine. Attraccare a Yvoire, «la Perla del Lemano», è come tuffarsi nella storia. Schermato dalle due torri medievali, questo villaggio medievale è un libro aperto sul passato. Come pure il castello di Chillon, a est del lago, fermata d’obbligo per gli amanti delle vecchie pietre e della letteratura, le cui mura, quasi emergenti dal lago, ispirarono Jean-Jacques Rousseau, Victor Hugo, Eugène Delacroix e Gustave Courbet. Vivere al ritmo delle ore dolci è anche lasciarsi cullare dall’animazione di Vevey e di Montreux, note per i loro festival di musica classica e di jazz. A Montreux, poi, il clima è così mite che agavi e palme vi crescono come nei tropici. Da parte sua, Losanna coltiva la bella vita festeggiando ogni anno la Nuit des Vieux Millésimes svizzeri, un vino di cui la Svizzera va fiera, prodotto dai vigneti di Lavaux, tra il castello di Chillon e Lutry, facenti parte del patrimonio mondiale dell’Unesco. Gli intenditori sanno che si abbina a meraviglia ai formaggi degli alpeggi, Vacherin fribourgeois o Tête de Moine, come pure ai pesci dalla carne delicata che non mancano nei fiumi vicini. Il salmerino alpino, la trota e il luccio sono molto ben serviti in un ristorante stellato come in una trattoria tradizionale. Piaceri semplici offerti dal tranquillo ambiente svizzero che si estende fino alle sponde francesi di Évian e Thonon-les-Bains, note per le cure termali e i viali alberati in riva al lago.

Dai pendii della Jungfrau, le Alpi ci si mostrano in tutto il loro splendore. Qui, la vita segue le pendenze e il ritmo di stagioni contrastanti, fino all’altra estremità dell’Oberland bernese, dove i noti picchi rocciosi della Quille du Diable o la vetta dello Scex Rouge configurano un paesaggio di nevi eterne e rocce affilate. L’estate si fa trekking nel ghiacciaio dei Diablerets, i cui sentieri svelano dei panorami vertiginosi sulla valle della Derborence. Uno spettacolo cromatico: l’azzurro del cielo, il bianco dei ghiacci e il verde delle conifere. Circondati da questi capolavori naturali, gli Svizzeri coltivano l’arte del vivere all’aria aperta. La stazione sciistica di Crans- Montana -dove ai primi alberghi ad alta quota, di fine Ottocento, si arrivava soltanto a dorso di mulo- è nota per il suo mitico golf del primo Novecento, cinto dai picchi. Sin dagli esordi, l’elegante borgata accoglie le grandi famiglie svizzere, che, dopo lo sci o il trekking, si ritirano nei loro confortevoli chalet. A cena, immancabile la potée valaisanne, a base di rape e pancetta affumicata. Se siete fortunati, vi serviranno un bicchier di «vino dei ghiacciai», assemblato e invecchiato in fusti di larice da più di cento anni nelle cantine della val d’Anniviers. Le montagne svizzere sono una destinazione del «vivere bene», anche del benessere. Le cure termali di Loèche-les-Bains, le cui sorgenti sono ricche in ferro e sodio, si rifanno al XV secolo, mentre le acque sulfuree di Lenk, nella valle del Simmental, hanno proprietà antireumatiche. Le montagne svizzere sono una destinazione elegante, ma al tempo stesso pittoresca: nei villaggi della valle di Gstaad, come d’altronde a Schönried, non è inconsueto incontrare per strada contadini che conducono le loro robuste mucche di razza Simmental. Molto ricca è la vita culturale. Il villaggio di Verbier ospita d’estate un prestigioso programma di concerti di musica classica, mentre a Lens la facciata contemporanea della Fondazione Pierre Arnaud, famosa per la sua collezione d’arte elvetica, è uno specchio che riflette le acque del lago e le montagne circondanti, a riprova, semmai fosse necessario, che qui l’uomo è un tutt’uno con la natura.


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