Relais & Châteaux è una collezione esclusiva di 500 tra i migliori hotel di charme e ristoranti gastronomici presenti in 60 paesi. Dalle vigne della Napa Valley alle spiagge di Bali, dagli ulivi della Provenza alle riserve del Sudafrica, Relais & Châteaux riunisce le tappe della strada più bella per scoprire ciascun territorio di ciascun paese.
Nelle nostre dimore, ogni maître de maison ci tiene a condividere il proprio legame con una cultura, con un territorio. Avendo a volte passato una vita intera ad assimilare la storia e lo spirito di un luogo, vi trasmette con passione ciò che rappresenta il proprio essere e le proprie radici.
Luoghi da sogno per trascorrere un week end d'amore o festeggiare le tappe più importanti della vita: compleanni, lune di miele, riunioni di famiglia... Grazie alla magia delle nostre case, le vostre occasioni più belle per ritrovarvi si trasformano in ricordi indimenticabili.
Creata più di cinquanta anni fa dall'unione di grandi albergatori e chef, Relais & Châteaux si è affermata come un punto di riferimento per l'eccellenza nel campo della ristorazione edell'industria alberghiera. Attraverso le esperienze e il viaggio sensoriale che vi esortiamo a fare nelle nostre dimore presenti in tutto il mondo, vi invitiamo a riscoprire e a ridefinire un certo tipo di Arte di vivere.
E-mail : schwarzwaldstube@relaischateaux.com Proprietario: Heiner Finkbeiner Maître de Maison: Ansgar Fischer
Grand Chef Relais & Châteaux: Harald Wohlfahrt
Chiusura settimanale: Lunedì e martedì Chiusura annuale: Dal 10 al 31 gennaio e dal 1 al 27 de agosto.
La mia collaborazione con i grandi chef Alain Chapel ed Eckart Witzigmann mi ha colpito enormemente all’inizio del mio percorso. Mi sono sforzato di integrare questa impressione elaborando la mia firma e il mio stile personale. Sono particolarmente felice che sia apprezzato da persone competenti, ma anche dai clienti collaudati.
Sono inoltre fiero di aver formato nella mia cucina più di 30 cuochi attualmente premiati.
All’epoca, quando è iniziato tutto al ristorante Schwarzwaldstube, ero nel posto giusto al momento giusto.
Nel 1978, ero sotto-chef dello chef dell’epoca, Wolfgang Staudenmeier, che ha lasciato la dimora 2 anni dopo. Avevo acquisito il mio diploma universitario durante quel periodo e fatto uno stage da Alain Chapel. Willi Finkbeiner, all’epoca padrone dell’hotel Traube Tonbach, mi ha proposto un posto come chef, una fiducia incredibile! Mi sono sforzato di essere all’altezza di questa fiducia.
Lascio ai professionisti il compito di descrivere la mia cucina. Una cosa fondamentale per me: ogni buona cucina inizia sempre usando il migliore prodotto possibile.
Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica? Indipendentemente dalla qualità delle pietanza, la visita ad alcuni ristoranti di Hong Kong. Non ho mai visto altrove una gastronomia e un’ospitalità così rituale e intrisa di spiritualità quanto quella. Ciò che rende l’esperienza straordinaria di un pasto estremamente buono non è legato semplicemente legato al cibo e al pasto.
Il consiglio per i cuochi della domenica? Anche se un cuoco amatoriale non dovrebbe cercare di fare a tutti i costi ciò che fanno i grandi, allenarsi, sempre e comunque, resta la regola assoluta. Senza tuttavia cucinare le ricette alla lettera senza spirito critico. Leggendo la ricetta si deve sentire sulla lingua come è composto il piatto e che gusto potrebbe avere. Un'altra regola per i cuochi amatoriali come per i professionisti: non cucinare per ambizione, perché si sente assaggiando. Ma per il piacere di far piacere agli altri.