Relais & Châteaux è una collezione esclusiva di 500 tra i migliori hotel di charme e ristoranti gastronomici presenti in 60 paesi. Dalle vigne della Napa Valley alle spiagge di Bali, dagli ulivi della Provenza alle riserve del Sudafrica, Relais & Châteaux riunisce le tappe della strada più bella per scoprire ciascun territorio di ciascun paese.
Nelle nostre dimore, ogni maître de maison ci tiene a condividere il proprio legame con una cultura, con un territorio. Avendo a volte passato una vita intera ad assimilare la storia e lo spirito di un luogo, vi trasmette con passione ciò che rappresenta il proprio essere e le proprie radici.
Luoghi da sogno per trascorrere un week end d'amore o festeggiare le tappe più importanti della vita: compleanni, lune di miele, riunioni di famiglia... Grazie alla magia delle nostre case, le vostre occasioni più belle per ritrovarvi si trasformano in ricordi indimenticabili.
Creata più di cinquanta anni fa dall'unione di grandi albergatori e chef, Relais & Châteaux si è affermata come un punto di riferimento per l'eccellenza nel campo della ristorazione edell'industria alberghiera. Attraverso le esperienze e il viaggio sensoriale che vi esortiamo a fare nelle nostre dimore presenti in tutto il mondo, vi invitiamo a riscoprire e a ridefinire un certo tipo di Arte di vivere.
La storia della famiglia Santini inizia nel 1925 con Antonio Santini, il nonno di mio marito, di ritorno dalla grande guerra assieme a sua moglie Teresa – un pescatore divenuto poi albergatore. Assieme a suo figlio Giovanni, mio suocero, e sua moglie, Bruna, mia suocera, ha trasformato la casa di famiglia in ristorante. Ho incontrato Antonio durante i nostri studi di scienze politiche e scienze dell’alimentazione a Milano. Ci siamo sposati nel 1974 e siamo partiti per il viaggio di nozze in Francia: è stata la rivelazione. Abbiamo scoperto l’arte del vivere bene e della grande cucina. Abbiamo incontrato i grandi chef e, al ritorno a casa, desideravamo fare come loro.
I nostri figli Giovanni e Alberto si sono, a loro volta, appassionati alla cucina. Giovanni, il primogenito, dopo aver studiato Scienze della Nutrizione, ha deciso poi di passare dietro ai fornelli assieme a me e mia suocera Bruna.
Al Pescatore, realizziamo una cucina dell’essenziale, che ha lo scopo di valorizzare i migliori prodotti della natura.
La nostra cucina può essere definita una ricerca della verità: permette la sintesi tra semplicità e valorizzazione dei prodotti.
Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica? Tutti i “grandi” ristoranti ci emozionano e ci affascinano grazie al legame tra la cucina e coloro che la eseguono. Sono legami emotivi. Quello che proviamo, per esempio all’Auberge de l’Ill d’Illhaeusern dagli Haeberlin e a Collonges al Mont d’Or da Paul Bocuse.
L'incidente in cucina più divertente a cui avete assistito? Una sera il nostro ristorante era completo. Tutti i clienti erano seduti ai propri tavoli, quando un terribile temporale ha fatto saltare elettricità e gas. Abbiamo acceso le candele, servito culatello e champagne in attesa che il tecnico riattivasse le linee. È arrivato dopo un’ora e quello fu il romantico inizio di una serata riuscita … ma che sudori freddi!
Il consiglio per i cuochi della domenica? Mettere i prodotti avanti a tutto, unendo semplicità, fantasia, rigore e saggezza.