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Relais & Châteaux, è un mondo a parte, un mondo diverso. Un mondo accogliente, caloroso, gourmet, nel quale l'esigenza della migior qualità condivisa dai nostri affiliati si unisce alla passione per la loro struttura e per il territorio che l'accoglie.
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L’arte di regalare Relais & Châteaux con i nostri Buoni regalo e Cofanetti regalo. Per un week-end d’incanto in un ambiente eccezionale, un soggiorno fuori dal mondo o una cena gastronomica alla tavola di uno dei nostri Grands Chefs, più di 300 Maisons Relais & Châteaux accolgono le persone che avete scelto di coccolare, per un’esperienza indimenticabile.
 
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Scoprite un vero giro del mondo della collezione Relais & Châteaux. Per qualsiasi occasione, qualunque sia la durata del vostro soggiorno, ogni Dimora vi offrirà il meglio della sua cultura e del suo territorio.
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Vivere un’esperienza Relais & Châteaux significa vivere nuove sensazioni. Ognuna delle nostre strutture offre la possibilità di esplorare una varietà di sensazioni incomparabili, dove la bellezza di un luogo, il calore dell’accoglienza e la qualità di una tavola si coniugano in modo perfetto. Profumi e sapori, paesaggi e colori trasformano ogni soggiorno in un momento raro e intenso.
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Entdecken Sie die ausgezeichnete Küche in unseren Häusern: Klassisch oder zeitgenössisch, aber immer kreativ und überraschend. Eine Kreativität, die weltweit anerkannt ist, denn unsere Grands Chefs gehören zur weltweiten Elite.

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Associato Relais & Châteaux
dal 2006

Per Se
Ristorante di un Grand Chef Relais & Châteaux in città

10 Columbus Circle, 4th floor,
New York - New York 10019
Stati Uniti
Tel. : + 1 212 823 9 335
Fax : + 1 212 823 9353

E-mail : perse@relaischateaux.com
Proprietario: Thomas Keller
Maître de Maison: Antonio Begonja
Grands Chefs Relais & Châteaux: Thomas Keller e Eli Kaimeh

Chiusura settimanale: Ristorante gastronomico: lunedì pranzo, martedì pranzo, mercoledì pranzo e giovedì pranzo
Chiusura annuale: Prima settimana di gennaio e uno settimana in estate

Jonathan Benno et Thomas Keller

Benno: Ricordo che ero molto giovane e il mio primo lavoro consisteva nel lavare i piatti in un ristorante che si chiamava l’Oxford House. Ero stupito dalla quantità di lavoro durante il giorno: cucinare, tagliare la carne, occuparsi del personale, programmare, preparare, gestire i clienti. A me sembrava una sfida incredibile. Sono sempre stato e ancora lo sono, eccitato e frustrato nel fare ciò che facciamo. C’è bisogno di tutta una serie di competenze. Le sfide per me continuano ancora oggi. Quando ho iniziato, cercavo una carriera in cui non avrei mai smesso di imparare. Ventitre anni dopo, tutto questo è ancora valido. Non passa giorno che non impari qualcosa, positiva o negativa che sia. Non è una cosa per tutti! Non è facile.

Recentemente, ho passato una settimana nella nostra casa di famiglia assieme a mia moglie e mia figlia: si trova a circa tre ore a nord di Portland, nel Maine, proprio sotto Acadia, in un luogo chiamato Brooklyn. La famiglia di mia moglie è proprietaria di questa casa. È stata costruita al posto di un deposito barche ed è davvero, davvero, molto bella. Niente televisione, né segnale per la telefonia mobile, per leggere le mail si deve andare in città. È proprio sull’acqua. Siamo rimasti una settimana a fare passeggiate in bicicletta, a cucinare tre pasti al giorno. Anche mia moglie è chef. Abbiamo cucinato insieme. Cucinare a casa è molto diverso dal lavoro al ristorante. Adoro cucinare, e farlo a casa è stato molto riposante e soddisfacente. Avere la possibilità di cucinare nel Maine dove abbiamo prodotti di campagna, le more, i frutti di mare freschi!

Keller: Ci sono diversi elementi nel percorso che mi hanno portato a diventare chef. Nel luglio 1977, ho incontrato lo chef Roland Henin. Ho avuto un impatto fortissimo. Mi ha fatto capire tante cose. Ho conosciuto l’attività fisica legata alla cucina: fare 300 coperti in una sera ad esempio. Inoltre mi ha fatto capire l’importanza di coinvolgere altre persone e cosa più importante, che ci sono delle persone nella sala del ristorante: il nostro dovere è sfamarle.

L’ispirazione è attorno a voi, sempre. Non si tratta di una cosa sola. La troverete in molti luoghi diversi, senza alcun preavviso. Ve ne renderete conto semplicemente e la seguirete. Può giungere in spiaggia, leggendo, giocando a golf, facendo degli sport nautici. In questi ultimi due anni, mi sono concentrato sul golf. Amo la determinazione di cui esso necessita, i rituali, la ripetizione, sono tutte cose che contribuiscono a rendervi un buon cuoco. Perché io amo la ripetizione.


Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica?
Benno: Probabilmente l’ultima volta che ho cucinato al ristorante (Per Se) per mia madre. Mia madre…è morta qualche anno fa. Sento ancora un impeto di emozione solo a parlarne. Non c’è nulla di più gratificante di vedere i propri genitori fieri di sé. Mi vengono le lacrime agli occhi.

Keller: La mia prima cena da Masa Takayama. Non era solo cibo. Erano i suoi movimenti rituali, quasi come una danza, tutte le sfumature della sua cucina. Il suo cibo è straordinario. I funghi grigliati nella pergamena, quasi bruciati, il contorno nero del fungo sulla pergamena. O l’antipasto di caviale e toro! Il the verde quasi fluorescente nella sua mousse, la sensazione nella bocca.

L’altra emozione è stata la mia prima volta in un 3 stelle Michelin: Michel Guérard. L’uovo in camicia perfetto!

L’incidente in cucina più divertente a cui avete assistito?
Benno: Quando lavoravo da Daniel, tanto tempo fa,lui si anticipava il lavoro e aveva l’abitudine di correre nella sala da pranzo per salutare i clienti per poi tornare in cucina e dirci di creare qualcosa di nuovo o di speciale per loro. Alex Lee era incaricato, di guardare le comande e ciò che era stato ordinato, ma Daniel conservava sempre gli ordini in tasca. Si doveva avere davvero tanta pazienza o comunque un buon senso dell’umorismo.

Keller: Me ne vengono diversi in mente. Osservare Jean - Louis Palladin cucinare il foie gras quando eravamo in Israele. Era piuttosto agitato in cucina perché i rabbini gli spiegavano come cucinare il kasher. Chi ha vinto? Il rabbino. Oppure quando ho dovuto chiudere il Rakel, ero estremamente triste; ma ho invitato alcuni amici e alcuni degli ospiti abituali e ho fatto una festa da superbowl: Hot dog! Hamburger !

Il consiglio per i cuochi della domenica?
Benno: Lo stesso consiglio che do’ ai miei ragazzi in cucina: rispettare l’integrità degli ingredienti. Poco importa se si tratta di un piatto di verdure verdi e pomodori alla salsa Paul Newman o di 90 coperti a sera. Il rispetto è la cosa più importante che un cuoco possa avere, è questo che porta ai risultati migliori.

Keller: Se sbagliate qualcosa dovete comunque andare avanti. Se come professionisti, sbagliando, non dovessimo andare avanti, dove andremmo a finire? Quindi, perfezionate le vostre competenze. Rifate sempre e ancora le stesse cose. Diventerete competenti ripetendo gli stessi gesti. Non mollate. Se ci riuscite sin dalla prima volta, vuol dire che siete molto fortunati. Siate quindi molto pazienti.



L'UNIVERSo DI JONATHAN BENNO ET THOMAS KELLER