Cucinare è sempre stata la mia passione. Amo inoltre l’atmosfera delle cucine di un ristorante. È questo che mi ha fatto decidere di diventare chef. Alla ricerca non solo della forma, ma anche della qualità!
Dopo il mio apprendistato, ho imparato dai migliori, sulle più belle tavole del mio paese, prima di scoprire ciò che accadeva all’estero soprattutto in Germania e in Austria. Tornato in Danimarca, ho lavorato inizialmente al Falsled Kro prima che mi fosse offerto un posto nel ristorante “fratello” il Kong Hans Kaelder di Copenhagen – un « job » piacevole al punto che sono ancora qui, 13 anni più tardi.
Ho imparato che la passione non basta: si deve lavorare duramente e stabilire delle priorità.
Il mio mentore più importante fu l’ex chef del Falsled Kro: Jean - Louis Lieffroy, mio capo per una stagione e mio collega per più di 10 anni.
Mi sforzo, di realizzare una cucina internazionale che unisca la tradizione francese e l’identità scandinava.
Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica?
Avevo l’abitudine di cucinare per i miei figli delle polpette di pesce in salsa rémoulade. Un giorno, ero in ritardo, ho imbrogliato e ho portato dal ristorante una rémoulade ai porcini, convinto che non se ne sarebbero resi conto. Dopo averlo assaggiato, mia figlia mi disse: « Papà, lo sai ho assaggiato i funghi per farti piacere, ma per favore, non mettere più i porcini nella mia rémoulade ! » Aveva 5 anni!
L'incidente in cucina più divertente a cui avete assistito?
Quando ero rosticciere, un giorno ero molto in ritardo nella realizzazione dei miei « Smørrebrød », precipitandomi nel portarli al cliente, sono scivolato sul pavimento gelato, riuscendo a non cadere, cercando l’equilibrio con il mento nel piatto pieno di roastbeef e rafano, il tutto coperto da salsa rémoulade. Alzandomi, ho cercato di limitare i danni sui sandwich, guardandomi attorno, sperando che nessuno mi avesse notato. È stato lì che mi sono accorto di un gruppo di clienti che mi aspettavano, ridendo e guardandomi attraverso il vetro di fronte a me!
Il consiglio per i cuochi della domenica?
Creare in libertà e, per farlo, mantenere il proprio spazio di lavoro pulito e organizzato in qualsiasi circostanza!