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Relais & Châteaux, è un mondo a parte, un mondo diverso. Un mondo accogliente, caloroso, gourmet, nel quale l'esigenza della migior qualità condivisa dai nostri affiliati si unisce alla passione per la loro struttura e per il territorio che l'accoglie.
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L’arte di regalare Relais & Châteaux con i nostri Buoni e Cofanetti regalo CRÉATION. Per un week-end d’incanto in un ambiente eccezionale, un soggiorno fuori dal mondo o una cena gastronomica alla tavola di uno dei nostri Grands Chefs, più di 300 Maisons Relais & Châteaux accolgono le persone che avete scelto di coccolare, per un’esperienza indimenticabile.
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Scoprite un vero giro del mondo della collezione Relais & Châteaux. Per qualsiasi occasione, qualunque sia la durata del vostro soggiorno, ogni Dimora vi offrirà il meglio della sua cultura e del suo territorio.
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Vivere un’esperienza Relais & Châteaux significa vivere nuove sensazioni. Ognuna delle nostre strutture offre la possibilità di esplorare una varietà di sensazioni incomparabili, dove la bellezza di un luogo, il calore dell’accoglienza e la qualità di una tavola si coniugano in modo perfetto. Profumi e sapori, paesaggi e colori trasformano ogni soggiorno in un momento raro e intenso.
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Scoprite l’eccellente cucina proposta nelle nostre dimore: tradizionale o contemporanea, non manca mai di stupire con la sua incredibile creatività. Questa caratteristica d’eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo, poichè i nostri Grands Chefs sono considerati il vertice della gastronomia più raffinata.

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Hibiscus.

Restaurante di un Grand Chef Relais & Châteaux in città. Regno Unito,London

Claude Bosi

Chef
Hibiscus London W1S 2PA

«Ho vissuto due vite, in due paesi. In Francia, a Lione, sono cresciuto tra le vigne, i mercati, il bistrot dei miei genitori. In un simile ambiente, era difficile non cedere. Mia madre mi ha trasmesso la sua passione: sarei diventato un cuoco ! Ne seguì un percorso classico segnato da grandi Maison e altrettanti insegnamenti: da Michel Rostang, la scoperta di una grande capitale internazionale, Parigi, e conseguenti aspettative dei clienti; a L’Arpège di Alain Passard, il rispetto totale per la stagione e per il prodotto …
In Inghilterra sono andato a imparare la lingua per un anno. Era il 1998. Oggi vivo ancora lì. Ho avuto la possibilità di trasformare il mio sogno d’infanzia in realtà: diventare lo chef del mio ristorante a Ludlow, prima e a Londra, poi. Essere l’unico autore di una cucina audace e teatrale, sicura, equilibrata ed elegante. Da un lato, una ricchezza rara di prodotti e le tecniche più moderne. Dall’altro, le basi classiche. L’Inghilterra e la Francia. »


Qual è stata la sua più grande emozione gastronomica?
Quando ho ottenuto la seconda stella Michelin dopo essermi trasferito a Londra.


L’incidente in cucina più divertente a cui ha assistito?
Avevo 14 anni. Un giorno a casa dei miei genitori, decido di preparare delle uova al piatto. Dovevo essere un po’ distratto. Una coltre di fumo ha invaso la cucina. Avrei potuto bruciare l’intera casa e mia madre mi avrebbe bandito dai fornelli a vita!


Il suo miglior consiglio per i cuochi della domenica?
Scegliere una ricetta, perfezionarla e appropriarsene eliminando un ingrediente e aggiungendone un altro. In poche parole: sperimentare!

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