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Relais & Châteaux, è un mondo a parte, un mondo diverso. Un mondo accogliente, caloroso, gourmet, nel quale l'esigenza della migior qualità condivisa dai nostri affiliati si unisce alla passione per la loro struttura e per il territorio che l'accoglie.
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L’arte di regalare Relais & Châteaux con i nostri Buoni e Cofanetti regalo CRÉATION. Per un week-end d’incanto in un ambiente eccezionale, un soggiorno fuori dal mondo o una cena gastronomica alla tavola di uno dei nostri Grands Chefs, più di 300 Maisons Relais & Châteaux accolgono le persone che avete scelto di coccolare, per un’esperienza indimenticabile.

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Scoprite un vero giro del mondo della collezione Relais & Châteaux. Per qualsiasi occasione, qualunque sia la durata del vostro soggiorno, ogni Dimora vi offrirà il meglio della sua cultura e del suo territorio.
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Vivere un’esperienza Relais & Châteaux significa vivere nuove sensazioni. Ognuna delle nostre strutture offre la possibilità di esplorare una varietà di sensazioni incomparabili, dove la bellezza di un luogo, il calore dell’accoglienza e la qualità di una tavola si coniugano in modo perfetto. Profumi e sapori, paesaggi e colori trasformano ogni soggiorno in un momento raro e intenso.
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Scoprite l’eccellente cucina proposta nelle nostre dimore: tradizionale o contemporanea, non manca mai di stupire con la sua incredibile creatività. Questa caratteristica d’eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo, poichè i nostri Grands Chefs sono considerati il vertice della gastronomia più raffinata.

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The Fearrington House Inn, Restaurant & Spa.

Ristorante di un Grand Chef Relais & Châteaux e hotel in campagna. Stati Uniti,Pittsboro

Colin Bedford

Chef
The Fearrington House Inn, Restaurant & Spa Pittsboro 27312

Chiunque abbia avuto l’occasione di mantenere dei rapporti con Bedford, 34 anni, si sarà subito reso conto che è cresciuto in Inghilterra. Bedford racconta di aver provato interesse per la cucina molto precocemente, era un patito dei dolci fatti in casa da sua madre e aiutava suo padre a innaffiare l’orto. Dopo aver concluso i suoi studi al Yeovil College nel Somerset con un diploma albeghiero, nel 1996 ottiene il suo primo posto di lavoro a tempo pieno. Diventa apprendista all'hotel The Castle, fortezza normanda del XII secolo, e lavora per Phil Vickery, chef britannico molto apprezzato. The Castle, come d’altronde Fearrington, è una struttura familiare nota per l’incoraggiamento ai chef in corso di formazione. Nel 2000, Colin va a vivere in Canada e inizia a lavorare presso l’hotel The Prince Of Wales, ristorante con quattro diamanti secondo la guida CAA/AAA che propone un menù alla carta e dei servizi per eventi /ristorazione a Niagara-on-The-Lake, Ontario. Viene rapidamente promosso sotto cuoco junior, postazione che gli fa scoprire la cucina «dalla fattoria alla tavola» e si rende conto che «la semplicità è essenziale per massimizzare i sapori».

Lo chef Bedford viene assunto presso The Fearrington House nel 2005 come sotto cuoco. Nel 2008 diventa capo cuoco, trasforma i programmi culinari del Fearrington Village e alza il livello della cucina del ristorante The Fearrington House.


Qual è stata la sua più grande emozione gastronomica?
La mia prima nomina al posto di capo cuoco, e dopo aver acquisito esperienza per un anno, ho voluto andare in giro, imparare e vedere cosa facevano altri ristoranti. Nell’inverno del 2009, mi sono recato all’Eleven Madison Park, a New York, e devo dire molto schiettamente che è stata una delle migliori cene che abbia mai preso, dall’inizio fino alla fine. Hanno qualcosa di veramente speciale laggiù. Questo mi ha consentito di far progredire in pieno il mio apprendistato ed è proprio ciò che fa di questa professione un qualcosa di formidabile: s’impara in continuazione e ci sono tanti di quei grand chef eccellenti che fanno delle cose così straordinarie...

L’incidente di cucina più divertente che le sia capitato?
Le cucine sono dei posti formidabili e il dinamismo del cameratismo, del lavoro di gruppo e dell'amicizia è parte integrante delle nostre vite, visto che passiamo molto più tempo con i colleghi che non con la famiglia, gli amici e i parenti. L'umorismo in cucina è sempre come il sole che si nasconde dietro a ogni nuvola. Durante il mio primo lavoro, venne chiesto a un nuovo cuoco di prendere 12 astici, 6 in ogni mano, e di portarli per 10 minuti in giro per la cucina piastrellata allo scopo di «liberare tutti gli enzimi delle loro zampe e di farli finire nella coda per evitare che fossero gommosi». Inutile dire che potrei raccontare un sacco di storie dello stesso stile. Era il 1998, ma è come se fosse accaduto ieri.

Il suo miglior consiglio ai cuochi in erba?
Certe volte i cuochi in erba si sentono sconcertati dalla preparazione, dalla cucina stessa ma talvolta anche dal fatto di dover apparecchiare la tavola. È importante scrivere un piano d’azione il giorno prima, con la testa chiara, in modo da ricordarsi di tutto ciò che bisogna fare, giacché la pressione cui si è sottoposti può far dimenticare alcune cose. La logistica è un altro aspetto semplice che la gente trascura; se avete cinque casseruole di salse che devono stare sul fuoco e non disponete altro che di quattro fornelli, avete un problema. Non abbiate paura di commettere errori, noi ne facciamo senza posa! Orbene, molte ottime idee nascono appunto da questi errori... Ricordatevi i cinque elementi essenziali: il dolce, il salato, l'acidità, la consistenza, e il più importante, l'equilibrio....


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