Relais & Châteaux è una collezione esclusiva di 500 tra i migliori hotel di charme e ristoranti gastronomici presenti in 60 paesi. Dalle vigne della Napa Valley alle spiagge di Bali, dagli ulivi della Provenza alle riserve del Sudafrica, Relais & Châteaux riunisce le tappe della strada più bella per scoprire ciascun territorio di ciascun paese.
Nelle nostre dimore, ogni maître de maison ci tiene a condividere il proprio legame con una cultura, con un territorio. Avendo a volte passato una vita intera ad assimilare la storia e lo spirito di un luogo, vi trasmette con passione ciò che rappresenta il proprio essere e le proprie radici.
Luoghi da sogno per trascorrere un week end d'amore o festeggiare le tappe più importanti della vita: compleanni, lune di miele, riunioni di famiglia... Grazie alla magia delle nostre case, le vostre occasioni più belle per ritrovarvi si trasformano in ricordi indimenticabili.
Creata più di cinquanta anni fa dall'unione di grandi albergatori e chef, Relais & Châteaux si è affermata come un punto di riferimento per l'eccellenza nel campo della ristorazione edell'industria alberghiera. Attraverso le esperienze e il viaggio sensoriale che vi esortiamo a fare nelle nostre dimore presenti in tutto il mondo, vi invitiamo a riscoprire e a ridefinire un certo tipo di Arte di vivere.
Sono nato in una cittadina chiamata Strengelbach e a 14 anni ho iniziato il mio primo apprendistato a Baur au Lac sul lago di Zurigo.
Quattro anni di giornate passate in cucina, a scuola, di tentativi di cucina e di scrittura. La mia prima esperienze a tre stelle Michelin, è stata al Pont de Brent, proprio sopra Montreaux. Sei anni fa, quando sono arrivato a San Francisco per lavorare all’hotel Compton, non consideravo gli Stati Uniti come una destinazione culinaria. Lì sono stato reclutato da Danny Meyer per lavorare a New York. Qui all’Eleven Madison Park, serviamo una cucina puramente francese, basata sul mercato. Usiamo delle combinazioni di sapori classici, e un melange di tecniche classiche e moderne.
Facevo parte di un gruppo di mountain-bike svizzera e all’epoca ho dovuto scegliere: il ciclismo o la cucina ? ho optato per la cucina quattro anni fa, però ho iniziato a fare le maratone. Due mesi fa, ho finito la maratona di New York in due ore e 51 minuti. È uno sport che mi distende e mi ispira.
Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica? È un ricordo d’infanzia. Mia madre è casalinga. Cucina due pasti al giorno. Tornare da scuola e indovinare cosa avremmo mangiato dagli odori! Il mio piatto preferito tra quelli che lei prepara è il vitello alla zurighese, con röstis. Ho avuto anche la fortuna quando ero molto giovane, di aiutare un contadino che si recava al mercato alle due del mattino e a osservare le persone attivarsi negoziando meravigliosi alimenti.
L'incidente in cucina più divertente a cui avete assistito? Una nuova chef de partie del nostro ristorate lavorava il mattino, mentre finiva la scuola alberghiera la sera. Dopo aver finito i suoi studi a scuola, è tornata a casa dopo il lavoro un giorno e si è addormentata. Quando si è svegliata qualche ora dopo, ha pensato che fosse il giorno dopo, mentre erano passate solo due ore. È tornata correndo al lavoro, si è vestita e si è scusata per il ritardo. Alla fine le ho detto : « Sono le 8 di sera non di domani mattina...hai lasciato il lavoro poco tempo fa ! »
Il consiglio per i cuochi della domenica? Rimanere semplici e cucinare con prodotti di stagione. Una difficoltà maggiore non rende un piatto necessariamente migliore.