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Relais & Châteaux, è un mondo a parte, un mondo diverso. Un mondo accogliente, caloroso, gourmet, nel quale l'esigenza della migior qualità condivisa dai nostri affiliati si unisce alla passione per la loro struttura e per il territorio che l'accoglie.
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L’arte di regalare Relais & Châteaux con i nostri Buoni e Cofanetti regalo CRÉATION. Per un week-end d’incanto in un ambiente eccezionale, un soggiorno fuori dal mondo o una cena gastronomica alla tavola di uno dei nostri Grands Chefs, più di 300 Maisons Relais & Châteaux accolgono le persone che avete scelto di coccolare, per un’esperienza indimenticabile.

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Scoprite un vero giro del mondo della collezione Relais & Châteaux. Per qualsiasi occasione, qualunque sia la durata del vostro soggiorno, ogni Dimora vi offrirà il meglio della sua cultura e del suo territorio.
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Vivere un’esperienza Relais & Châteaux significa vivere nuove sensazioni. Ognuna delle nostre strutture offre la possibilità di esplorare una varietà di sensazioni incomparabili, dove la bellezza di un luogo, il calore dell’accoglienza e la qualità di una tavola si coniugano in modo perfetto. Profumi e sapori, paesaggi e colori trasformano ogni soggiorno in un momento raro e intenso.
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Scoprite l’eccellente cucina proposta nelle nostre dimore: tradizionale o contemporanea, non manca mai di stupire con la sua incredibile creatività. Questa caratteristica d’eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo, poichè i nostri Grands Chefs sono considerati il vertice della gastronomia più raffinata.

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Restaurant Le Cerf.

Ristorante di un Grand Chef Relais & Châteaux in un borgo. Svizzera,Cossonay-Ville

Carlo Crisci

Chef
Restaurant Le Cerf Cossonay-Ville CH-1304

« L’arte mi ha avvicinato alla gastronomia. Almeno in parte. Nonostante io sia cresciuto in una famiglia di ristoratori, la grafica, il design, la moda, sono sempre stati tra le mie preferenze. Fino a quando il professore di disegno non mi ha consigliato di seguire un apprendistato come cuoco …
Ero nel posto giusto. Mia moglie mi aiutò a superare l’ostacolo e a varcare la soglia: mi regalò La Grande Cuisine minceur di Michel Guérard, libro manifesto della Nouvelle Cuisine. La sua libertà, la sua creatività … Un lampo di genio. Una folgorazione, un percorso di formazione chiarissimo. Varie sostituzioni nelle dimore di mio padre e mio zio, diversi stage a Londra e Basilea, ed ecco qui.
Segni premonitori di una cucina libera, in continuo movimento, alla costante ricerca di innovazione e creazione, perfetta per l’occhio e per il palato. La gastronomia come arte. Il cerchio si è chiuso.»


Qual è stata la sua più grande emozione gastronomica?
Una ricetta del capretto di mio nonno che lo cuoceva a temperatura molto bassa. Lo guardavo per ore covare il suo piatto. Per me è stata una rivelazione questa modalità di cottura che iniziai a praticare dal 1983.


L’incidente in cucina più divertente a cui ha assistito?
Avevo creato un preparato a base di quaglie e chiesto a uno dei miei uomini di sala di servirlo. Ma quando tolse l’ abito di pasta sfoglia, constatò con stupore che non conteneva … alcuna quaglia. Un grande ricordo.


Il suo miglior consiglio per i cuochi della domenica?
Realizzare ciò che si sa fare, con prodotti di stagione e restare se stessi.

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