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Relais & Châteaux, è un mondo a parte, un mondo diverso. Un mondo accogliente, caloroso, gourmet, nel quale l'esigenza della migior qualità condivisa dai nostri affiliati si unisce alla passione per la loro struttura e per il territorio che l'accoglie.
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L’arte di regalare Relais & Châteaux con i nostri Buoni e Cofanetti regalo CRÉATION. Per un week-end d’incanto in un ambiente eccezionale, un soggiorno fuori dal mondo o una cena gastronomica alla tavola di uno dei nostri Grands Chefs, più di 300 Maisons Relais & Châteaux accolgono le persone che avete scelto di coccolare, per un’esperienza indimenticabile.

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Scoprite un vero giro del mondo della collezione Relais & Châteaux. Per qualsiasi occasione, qualunque sia la durata del vostro soggiorno, ogni Dimora vi offrirà il meglio della sua cultura e del suo territorio.
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Vivere un’esperienza Relais & Châteaux significa vivere nuove sensazioni. Ognuna delle nostre strutture offre la possibilità di esplorare una varietà di sensazioni incomparabili, dove la bellezza di un luogo, il calore dell’accoglienza e la qualità di una tavola si coniugano in modo perfetto. Profumi e sapori, paesaggi e colori trasformano ogni soggiorno in un momento raro e intenso.
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Scoprite l’eccellente cucina proposta nelle nostre dimore: tradizionale o contemporanea, non manca mai di stupire con la sua incredibile creatività. Questa caratteristica d’eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo, poichè i nostri Grands Chefs sono considerati il vertice della gastronomia più raffinata.

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Hôtel Le Chabichou Restaurants & Spa.

Ristorante di un Grand Chef Relais & Châteaux e hotel in montagna. Francia,Courchevel 1850

Michel Rochedy & Stéphane Buron

Chef
Hôtel Le Chabichou Restaurants & Spa Courchevel 1850 73120

“La mia vocazione è nata in Ardèche, osservando le pentole fumanti sui fornelli dell’albergo familiare. È stata proprio la famiglia a portarmi in cima. Prima quella mia, poi, molto velocemente, quella dell’alta gastronomia: Pic a Valence, La Tour d’Argent a Parigi, Le Vivarois a Parigi, Gaston Lenôtre a Plaisir… fino ad arrivare al Cimes Blanches, a Courchevel 1650, dove ho incontrato Maryse, mia moglie, prima di acquistare insieme Le Chabichou. Nel 1963, questo modesto albergo, molto strategicamente situato al piede delle piste, non aveva altro che 9 camere. Cinquant’anni più tardi, dietro la sua tipica facciata bianca, il nostro bel chalet ne conta 25, confortevoli e accoglienti, alle quali c’è da aggiungere uno spa di più di 1100 m2, il bistrot Le Chabotté e un ristorante gastronomico. Contando sulla collaborazione di Stéphane Buron, m’impegno in prima persona a magnificare in ogni piatto gli ottimi prodotti nostrani, sia quelli umili, sia quelli nobili, ma sempre con un rispetto assoluto. Una cucina fatta col cuore, molto affinata.”

Stéphane Buron

“Così com’è successo a Michel Rochedy, il mio mentore, è stata la famiglia in senso ampio a guidarmi. I miei pari hanno alimentato la mia passione per la cucina: André Surmain al Relais, a Mougins; Joël Normand nelle cucine dell’Eliseo, a Parigi, e Christian Willer all’Hôtel Martinez, a Cannes. La mia seconda famiglia, quella del Chabichou, ha poi raccolto il testimone. Mi ha adottato già nel 1987 e mi ha aiutato a salire poco a poco i gradini fino a ottenere il Primo Premio Internazionale Taittinger nel 2002, poi quello di Meilleur Ouvrier de France nel 2004, successivamente sono diventato capo cuoco nelle cucine di Michel Rochedy. Un’occasione d’oro per comporre a quattro mani degli spartiti deliziosamente contrastanti, tra prodotti nobili e prodotti nostrani, dolce e salato, croccante e fondant…, contando sulla montagna come guida.”


Qual è stata la sua più grande emozione gastronomica?
Una frittura di alburni degustata da Alain Chapel nel 1965. Da perdere i sensi!

Qual è l’incidente di cucina più divertente che le sia capitato?
Il giorno che mio figlio di 4 anni, cercando di aiutarci, ha mescolato il sale e lo zucchero prima di preparare le torte Tatin per i 120 coperti del ristorante.

Il migliore consiglio che potreste dare ai cuochi della domenica?
Pensare in anticipo la composizione del menù da preparare. Mantenere la semplicità, seguire il proprio gusto e... lasciare la cucina pulita.

Stéphane Buron

Qual è stata la sua più grande emozione gastronomica?
Un pranzo tra chef, al ristorante L’Osier, a Tokyo. Un momento indimenticabile.

Qual è l’incidente di cucina più divertente che le sia capitato?
Un giorno uno dei nostri commis è caduto su un passato di verdura: in un attimo si è trasformato nel nostro gigante verde!

Il migliore consiglio che potreste dare ai cuochi della domenica?
Fare delle cose semplici. Così corrono il rischio di farlo bene.


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