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Relais & Châteaux, è un mondo a parte, un mondo diverso. Un mondo accogliente, caloroso, gourmet, nel quale l'esigenza della migior qualità condivisa dai nostri affiliati si unisce alla passione per la loro struttura e per il territorio che l'accoglie.
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L’arte di regalare Relais & Châteaux con i nostri Buoni e Cofanetti regalo CRÉATION. Per un week-end d’incanto in un ambiente eccezionale, un soggiorno fuori dal mondo o una cena gastronomica alla tavola di uno dei nostri Grands Chefs, più di 300 Maisons Relais & Châteaux accolgono le persone che avete scelto di coccolare, per un’esperienza indimenticabile.
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Scoprite un vero giro del mondo della collezione Relais & Châteaux. Per qualsiasi occasione, qualunque sia la durata del vostro soggiorno, ogni Dimora vi offrirà il meglio della sua cultura e del suo territorio.
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Vivere un’esperienza Relais & Châteaux significa vivere nuove sensazioni. Ognuna delle nostre strutture offre la possibilità di esplorare una varietà di sensazioni incomparabili, dove la bellezza di un luogo, il calore dell’accoglienza e la qualità di una tavola si coniugano in modo perfetto. Profumi e sapori, paesaggi e colori trasformano ogni soggiorno in un momento raro e intenso.
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Scoprite l’eccellente cucina proposta nelle nostre dimore: tradizionale o contemporanea, non manca mai di stupire con la sua incredibile creatività. Questa caratteristica d’eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo, poichè i nostri Grands Chefs sono considerati il vertice della gastronomia più raffinata.

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Le Pré Catelan.

Ristorante di un Grand Chef Relais & Châteaux in città. Francia,Paris

Frédéric Anton

Chef
Le Pré Catelan Paris 75016

Ho iniziato la mia carriera nel 1986 a Lille al Flambard con Robert Bardot. Ho continuato a Reim ai Crayères con Gérard Boyer, per poi diventare chef di cucina da Joël Robuchon, dove sono rimasto per 7 anni, fino al 1996.

Nel 1997, sono diventato chef del Pré Catelan e nel 2000, ho ricevuto il titolo di Meilleur Ouvrier della Francia.

Nativo dei Vosgi, regione di lavoratori, amo il rigore e la precisione. La mia cucina vuole essere semplice, saporita e raffinata. Cerco di far scoprire delle autentiche alleanze grazie a questa filosofia: se la perfezione non è di questo mondo, non ci sono scuse per non tentare di raggiungerla.


Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica?
Un anno fa in Giappone, incontro un amico, in un ristorante di Sushi che ci hanno vivamente consigliato: il Sukiyabashi Jiro.
Con mia grande sorpresa il taxi ci lascia davanti all’uscita della metropolitana. Scendiamo e vi troviamo un ristorante minuscolo, con un bar e dieci tavolini. Dietro il bancone, sei persone tagliano il pesce, preparano il sushi, lo coprono di salsa con un pennello, precisione, delicatezza, serenità. In bocca, l’emozione è totale: il riso a temperatura ambiente, il crudo, il cotto, l’affumicato, un’esplosione di sensazioni che mi fa venire le lacrime agli occhi. Suona il telefono è la Michelin che annuncia al Jiro che ha ottenuto una terza stella.

L'incidente in cucina più divertente a cui avete assistito?
Durante un servizio in estate, diamo per aperitivo una gelatina di cetriolo sul quale poi mettiamo un po’ di carpaccio di pomodoro. Un giovane stagista sbaglia: al posto del pomodoro, mette una crema di lamponi…il cliente viene a dirmi che…era un’idea fantastica!

Il consiglio per i cuochi della domenica?
Scegliere la semplicità: mai più di cinque ingredienti. Essere esigenti sulla qualità dei prodotti. Rispettare alla lettera le indicazioni della ricetta.