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Relais & Châteaux, è un mondo a parte, un mondo diverso. Un mondo accogliente, caloroso, gourmet, nel quale l'esigenza della migior qualità condivisa dai nostri affiliati si unisce alla passione per la loro struttura e per il territorio che l'accoglie.
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L’arte di regalare Relais & Châteaux con i nostri Buoni e Cofanetti regalo CRÉATION. Per un week-end d’incanto in un ambiente eccezionale, un soggiorno fuori dal mondo o una cena gastronomica alla tavola di uno dei nostri Grands Chefs, più di 300 Maisons Relais & Châteaux accolgono le persone che avete scelto di coccolare, per un’esperienza indimenticabile.

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Scoprite un vero giro del mondo della collezione Relais & Châteaux. Per qualsiasi occasione, qualunque sia la durata del vostro soggiorno, ogni Dimora vi offrirà il meglio della sua cultura e del suo territorio.
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Vivere un’esperienza Relais & Châteaux significa vivere nuove sensazioni. Ognuna delle nostre strutture offre la possibilità di esplorare una varietà di sensazioni incomparabili, dove la bellezza di un luogo, il calore dell’accoglienza e la qualità di una tavola si coniugano in modo perfetto. Profumi e sapori, paesaggi e colori trasformano ogni soggiorno in un momento raro e intenso.
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Scoprite l’eccellente cucina proposta nelle nostre dimore: tradizionale o contemporanea, non manca mai di stupire con la sua incredibile creatività. Questa caratteristica d’eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo, poichè i nostri Grands Chefs sono considerati il vertice della gastronomia più raffinata.

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Canlis.

Ristorante di un Grand Chef Relais & Châteaux in città. Stati Uniti,Seattle

Jason Franey

Chef
Canlis Seattle 98109

Nato a Palm Beach, in Florida, Jason ha cominciato a cucinare all’età di 15 anni e ha iniziato la sua carriera presso il Breakers Hotel. In cerca di una nuova sfida, Jason accetta un posto al Campton Place all'età di 24 anni e lavora per lo chef dell'epoca, Laurent Manrique. Un anno dopo, Daniel Humm subentra come capocuoco e fa rapidamente di Jason il suo sottocapo cuoco. Allorché al Campton Place vengono conferite quattro stelle dal San Francisco Chronicle, ciò attira l’attenzione del ristoratore metropolitano Danny Meyer, che si porta lo Chef Humm all'Eleven Madison Park di Manhattan. Avendo ricevuto l’incarico di trasformare l'Eleven Madison in una vera e propria nave ammiraglia, Humm riesce a convincere M. Meyer per portarsi seco anche Jason.

Entrambi si danno da fare per inaugurare nell’impero di Danny Meyer una nuova era della cucina raffinata. Jason lavora per sei anni sotto la direzione di Daniel Humm, dopo di che lascia il suo posto di sottocapo cuoco per diventare capocuoco al Canlis Restaurant, punto di attrazione di Seattle. Dopo aver collaborato alla trasformazione dell'Eleven Madison Park e averlo rimesso in un primo piano sulla scena gastronomica di Manhattan, Franey si dà una nuova meta: fare del Canlis, che ha più di 60 anni, la principale destinazione culinaria della città di Seattle. Trascorsi appena due anni, Jason viene nominato tra i Best New Chefs 2011 del Food and Wine Magazine e insignito del titolo di The People’s Best New Chef Northwest. Nel 2012 e nel 2013 è stato finalista del premio James Beard al miglior chef del Nordovest. Jason è soltanto il quinto chef del ristorante Canlis in 63 anni.


Qual è stata la sua più grande emozione gastronomica?
Nell’autunno del 2007 sono stato ad Alba, in Italia, dove ho avuto l'occasione di dilettarmi con uno dei pranzi più incredibili della mia vita, in un posto che si chiamava Da Cesare. Era l’ora di pranzo, in una splendida casa antica in cima a una montagna, ed ero in compagnia dei miei tre migliori amici.
Siamo entrati alla scoperta di una capra che stavano arrostendo e che riempiva l’aria di un profumo di carne alla griglia e di erbe essicate. L'insieme delle operazioni (il servizio che richiede un pranzo per trenta persone) veniva effettuato unicamente dallo chef Cesare Giaccone e da una donna: un tour de force impressionante portato avanti in maniera magica. Ho un ricordo memorabile di un’insalata perfetta di lepre alla melagrana, di una prodigiosa polenta con uova e tartufi bianchi e di uno zabaione fatto a bagno maria in una casseruola di rame.

Qual è l’incidente di cucina più divertente che le si amai capitato?
Anni fa avevamo nel menù un piatto di pollo con dei tartufi neri affettati sottili che si vedevano attraverso la pelle trasparente.
Un pomeriggio uno dei nostri nuovi cuochi mise per sbaglio dei tartufi bianchi anziché quelli neri, rovinando il piatto e triplicandone il costo. Evidentemente, lo chef s’è arrabbiato tantissimo. Anche se all’epoca ciò non era per niente divertente, retrospettivamente penso che è stato un classico momento di apprendistato molto buffo.

Il miglior consiglio ai cuochi in erba?
Trovatevi uno chef per il quale proviate rispetto e restate con lui. Interiorizzate la sua filosofia e le sue tecniche. Investite in lui, e lui investirà in voi. Malgrado lavorare in un sacco di cucine diverse possa tornarvi utile per il vostro CV, ciò non migliorerà il vostro carattere. Il vero apprendistato si ottiene soltanto col tempo, la disciplina e la perseveranza.