Relais & Châteaux è una collezione esclusiva di 500 tra i migliori hotel di charme e ristoranti gastronomici presenti in 60 paesi. Dalle vigne della Napa Valley alle spiagge di Bali, dagli ulivi della Provenza alle riserve del Sudafrica, Relais & Châteaux riunisce le tappe della strada più bella per scoprire ciascun territorio di ciascun paese.
Nelle nostre dimore, ogni maître de maison ci tiene a condividere il proprio legame con una cultura, con un territorio. Avendo a volte passato una vita intera ad assimilare la storia e lo spirito di un luogo, vi trasmette con passione ciò che rappresenta il proprio essere e le proprie radici.
Luoghi da sogno per trascorrere un week end d'amore o festeggiare le tappe più importanti della vita: compleanni, lune di miele, riunioni di famiglia... Grazie alla magia delle nostre case, le vostre occasioni più belle per ritrovarvi si trasformano in ricordi indimenticabili.
Creata più di cinquanta anni fa dall'unione di grandi albergatori e chef, Relais & Châteaux si è affermata come un punto di riferimento per l'eccellenza nel campo della ristorazione edell'industria alberghiera. Attraverso le esperienze e il viaggio sensoriale che vi esortiamo a fare nelle nostre dimore presenti in tutto il mondo, vi invitiamo a riscoprire e a ridefinire un certo tipo di Arte di vivere.
Chiusura settimanale: Ristorante gastronomico: martedì e mercoledì, (da febbraio a 1. June e da ottobre a dicembre), martedì pranzo e venerdì pranzo (estate) Chiusura annuale: dal 1° gennaio al 12 febbraio e dal 20 al 31 dicembre.
Pronipote, nipote e figlia di cuoche e cuochi, il mio destino era segnato. L’ho presa come una sfida. Da una parte per smentire chi diceva che ero nata con il cucchiaio in bocca e dall’arte per dimostrare che una donna poteva essere uno chef in tutto e per tutto. Mio padre ha avuto la buona idea di farmi conoscere i prodotti prima di utilizzarli: macelleria, pescheria…poi ho imparato tutto da Pique Pierre a Grenoble, Outhier alla Napoule, la Marée a Parigi, Gaertner ad Ammerschwihr. La mia voglia d’indipendenza mi ha fatto partire per New York.
Sono cresciuta in una casa di tradizione culinaria femminile dove c’era l’abitudine di esprimere le proprie opinioni senza che fossero messe in dubbio. Ho lavorato in squadre maschili dove i preconcetti imbavagliavano la sensibilità femminile e ho avuto spesso l’impressione di non essere presa sul serio. Questo mi ha permesso di affermare la personalità.
Faccio una cucina di stagione, con prodotti freschi e di origine nobile, sincera, generosa, con umore e humour. Voglio che vi si ritrovino i valori affettivi delle generazioni passate. Non posso, però, rinunciare alla mia personalità e alle mie voglie, con l’audacia e la creatività.
Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica? Una cena dalla madre di un collaboratore, anche lei cuoca, che aveva preparato un potée. Le verdure provenivano dal giardino di famiglia il bue dalla fattoria del nonno. L’autenticità della natura unita alla padronanza dei gesti avevano messo la verità nei piatti. Al contrario durante una cena da Ferran Adrià, dove la sofisticazione reinventa la gastronomia.
L'incidente in cucina più divertente a cui avete assistito? Un comì pasticciere aveva recuperato l’uovo covato che un cigno aveva abbandonato e lo aveva messo forno per farlo schiudere, è nato il pulcino e come tutti i neonati, ha considerato la prima persona che ha visto sua madre ! E per la precisione, il nostro comì che seguiva tutto il giorno, dormendo assieme a lui, prima di essere adottato da una famiglia di cigni.
Il consiglio per i cuochi della domenica? Cucinare prodotti buoni con semplicità. La cucina della domenica deve venire dal cuore.