Relais & Châteaux è una collezione esclusiva di 500 tra i migliori hotel di charme e ristoranti gastronomici presenti in 60 paesi. Dalle vigne della Napa Valley alle spiagge di Bali, dagli ulivi della Provenza alle riserve del Sudafrica, Relais & Châteaux riunisce le tappe della strada più bella per scoprire ciascun territorio di ciascun paese.
Nelle nostre dimore, ogni maître de maison ci tiene a condividere il proprio legame con una cultura, con un territorio. Avendo a volte passato una vita intera ad assimilare la storia e lo spirito di un luogo, vi trasmette con passione ciò che rappresenta il proprio essere e le proprie radici.
Luoghi da sogno per trascorrere un week end d'amore o festeggiare le tappe più importanti della vita: compleanni, lune di miele, riunioni di famiglia... Grazie alla magia delle nostre case, le vostre occasioni più belle per ritrovarvi si trasformano in ricordi indimenticabili.
Creata più di cinquanta anni fa dall'unione di grandi albergatori e chef, Relais & Châteaux si è affermata come un punto di riferimento per l'eccellenza nel campo della ristorazione edell'industria alberghiera. Attraverso le esperienze e il viaggio sensoriale che vi esortiamo a fare nelle nostre dimore presenti in tutto il mondo, vi invitiamo a riscoprire e a ridefinire un certo tipo di Arte di vivere.
Mia madre, che era casalinga, cucinava tutti i giorni con cura e amore. Da lei ho ereditato una grande sensibilità ai profumi e agli odori. I giorni di festa, abbiamo diritto a qualche cosa in più ma le cose più semplici sono sempre le migliori. Il mercato rappresentava era un momento fondamentale. Quanto a mio padre, essendo italiano, amava cucinare la pasta ma con molta meno organizzazione rispetto a lei.
I miei genitori abitavano in una casa di campagna, con un giardino e un orto. La casa dei miei nonni si trovava sulle rive di un fiume, allevavano galline, anatre e conigli. Quando ero a casa loro, andavamo tutte le mattine a prendere il latte fresco in una fattoria nei paraggi.
A 14 anni, sapevo ciò che volevo fare e non ho mai demorso. Ho ereditato questo amore per la cucina di famiglia che ho sempre voluto inserire nel menù dei miei ristoranti: il Grandgousier e i due Apicius - la testa di vitello in ravigote della mia infanzia, riveduta e corretta, o ancora la focaccia di zampone e la torta di anatra fatta nella tradizione della grande cucina borghese.
Il mio motto in cucina: semplicità, sapore, verità. Il mio scopo? Condividere l’amore che i miei genitori e i miei nonni mi hanno trasmesso. Anche in una lussuosa maison, come l’ultimo Apicius che ho aperto, la semplicità e la verità sono fondamentali.
Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica? Le ricette a base di confettura di mia nonna! Ah, l’odore delle confetture in cottura… è la mia madeleine. Ci ripenso ogni volta che preparo dei dessert come la crema croccante alla liquirizia o il crème caramel.
Il consiglio per i cuochi della domenica? Saper fare bene, è saper fare cose semplici.
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