Relais & Châteaux è una collezione esclusiva di 500 tra i migliori hotel di charme e ristoranti gastronomici presenti in 60 paesi. Dalle vigne della Napa Valley alle spiagge di Bali, dagli ulivi della Provenza alle riserve del Sudafrica, Relais & Châteaux riunisce le tappe della strada più bella per scoprire ciascun territorio di ciascun paese.
Nelle nostre dimore, ogni maître de maison ci tiene a condividere il proprio legame con una cultura, con un territorio. Avendo a volte passato una vita intera ad assimilare la storia e lo spirito di un luogo, vi trasmette con passione ciò che rappresenta il proprio essere e le proprie radici.
Luoghi da sogno per trascorrere un week end d'amore o festeggiare le tappe più importanti della vita: compleanni, lune di miele, riunioni di famiglia... Grazie alla magia delle nostre case, le vostre occasioni più belle per ritrovarvi si trasformano in ricordi indimenticabili.
Creata più di cinquanta anni fa dall'unione di grandi albergatori e chef, Relais & Châteaux si è affermata come un punto di riferimento per l'eccellenza nel campo della ristorazione edell'industria alberghiera. Attraverso le esperienze e il viaggio sensoriale che vi esortiamo a fare nelle nostre dimore presenti in tutto il mondo, vi invitiamo a riscoprire e a ridefinire un certo tipo di Arte di vivere.
Chiusura settimanale: Domenica sera, lunedì e martedì (da settembre a giugno); domenica e lunedì (luglio e agosto) Chiusura annuale: Dal 26 febbraio al 14 marzo e dal 21 agosto al 6 settembre
Sono nato a Bitche nella Mosella. I miei genitori, commercianti, mi hanno inculcato il valore del lavoro e mia nonna le gioie della cucina, nei momenti di festa.
A 13 anni e mezzo, sono entrato come apprendista da Forbach. La scoperta di questo ambiente rigoroso mi è piaciuta, ho appreso le basi della cucina classica. Sul suo comodino, la mia Bibbia…di colore rosso... la Michelin. Ho voluto perfezionare le mie conoscenze in un ristorante pluripremiato, « Le Bourgogne » a Evian.
Nel maggio 1974 a Palavas-les-Flots nel cuore del gruppo di Paul Alexandre, richiedo di poter fare apprendistato. Sono entusiasmato dal sud, il suo sole, le ragazze in costume sulla spiaggia e ne ho apprezzato il modo di vivere, anche se agli occhi resto sempre « il ragazzo che viene dall’Est ! ».
Nel 1976, a 21 anni, torno a lavorare da Paul ALEXANDRE come capo Pasticciere. Poi, a fine anno, raggiungo BOUVAREL, a St Hilaire du Rosier, come pasticciere e addetto alla dispensa. Incontro una ragazza del Vercors, Monique.
Riacquisto il ristorante di Pierre Alexandre, il gemello di Paul, situato di fronte all’aeroporto di Nîmes. Là, i miei prodotti del territorio sono sublimati e inseriti nelle ricette senza mai essere snaturati. Il mio modo di lavorare è moderno, tecnico, cosciente e radicato, senza inutili abbellimenti.
Qual è stata la Vostra più grande emozione gastronomica? il mio incontro con Christian Etienne durante un’esposizione. Volevamo pranzare al Plaza ma il ristorante era al completo. Incrociammo Alain Ducasse e gli spiegammo la nostra situazione. Lui prese il suo telefono, chiamò il ristorante e bloccò il suo tavolo personale. Eccoci al Plaza a gustarci una precisione e un tecnicismo straordinari.
L'incidente in cucina più divertente a cui avete assistito? La creazione dell’isola galleggiante ai tartufi ! eravamo all’inizio del servizio, le ordinazioni tardavano a venire, preparo la mia salsa mousseline, metto nel mio frullino il mio bianco di uovo, verso progressivamente la crema. Mia moglie mi annuncia i primi ordini e il servizio si rivela complicato. Mescolo il preparato, vi aggiungo della crema fredda e metto dei cubetti di ghiaccio sotto il frullino. Faccio delle chenelle che poi metto in una pellicola e cuocio a vapore. Il risultato confonde, le chenelle sono unte e dure allo stesso tempo. Le faccio galleggiare su una vellutata di porcini.
Il consiglio per i cuochi della domenica? Cucinare con la propria sensibilità e il proprio cuore e rispettare il prodotto.