Pingyao e i suoi dintorni, nella regione dello Shanxi, sono conosciuti per la città-fortezza, il monastero e le residenze dinastiche. Un tuffo nella Cina millenaria, sulla strada tra Pechino e l’esercito sepolto di Xi’an.
Dopo l’effervescenza di Pechino o delle città costiere, lo Shanxi riconcilia il visitatore con la Cina delle origini, quella delle dinastie prospere e di una ruralità immutabile. Al centro del distretto (lo xian, in cinese), la città di Pingyao apre la sua superficie a scacchiera ai piedi delle eccezionali muraglie.
Cingendo la città sin dal XIV secolo, i bastioni hanno consentito la nascita di un’abilità commerciale e bancaria che si esprime nella magnificenza dell’architettura. Più di 3000 antiche case (i siheyuan), riempiono le strade, coi loro edifici bassi e chiusi che circondano il tradizionale patio. La città è celebre anche per la sua torre del Mercato, eretta al centro della vecchia città, e per i suoi templi: Chenghuangmiao, Qingxuguan e quello di Confucio. Ognuno svela un groviglio di corsi e di sale, coi bei portici in legno e un’atmosfera sempre tranquilla.
I centri d’interesse disseminati nei dintorni danno l’opportunità di immergersi nelle campagne cinesi, che non sono ancora state raggiunte dal boom economico del paese. Tra questi villaggi d’altri tempi, si trovano delle rovine grandiose: Shuanglin Se, un monastero classificato patrimonio mondiale dell’Unesco (templi e sculture eccezionali); Qiaojia Dayuan, residenza di una ricca famiglia dove fu girato il film Lanterne Rosse; e Zhenguo Si e i suoi templi Han, risalenti al X secolo.