Antica città mineraria, arricchitasi sotto l’occupazione spagnola, Guanajuato, a 2000 metri di altezza, presenta un tessuto urbano di una densità incredibile, il cui emblema sono degli imponenti edifici coloniali e un innato gusto per la festa.
400 km a nord-ovest dalla capitale Mexico, Guanajuato, nella regione eponima, è costruita in una valle serrata tra le colline che le danno un aspetto di città ingarbugliata, dall’urbanistica rigida. Nel cuore di questo intreccio, vi è una rete incredibile di stradine tortuose, le callejones, circondate da affascinanti piazzette, fontane e case dai balconi in ferro battuto, che quasi toccano quelli delle facciate opposte. L’altra sorpresa di Guanajuato è che questo dedalo in superficie si raddoppi con un secondo costituito nel sottosuolo, da un labirinto di strade sotterranee e di tunnel che ricordano la prima vocazione della città: lo sfruttamento minerario. Dotata di antichi giacimenti di oro e argento, Guanajuato si è, infatti, arricchita sotto la dominazione spagnola ed è stata coperta da prestigiosi edifici. L’Alhóndiga de Granaditas è il più imponente. Questo antico granaio per cereali, di fattura neoclassica, ha l’aspetto di una fortezza e ospita oggi un museo etnografico in cui sono conservati i ricordi della guerra di indipendenza del Messico che si è svolta qui. Gli altri siti di origine coloniale sono anch’essi tutti degni di nota, come il teatro Juárez, il giardino della Unión, la basilica di Nuestra Señora de Guanajuato o il monumento El Pípila. La città è inoltre nota per la sua vita universitaria e il fermento artistico. Ogni week-end, musicisti vestiti con abiti del XIX invadono le strade, mentre a ottobre, ogni anno, il festival Cervantino attira enormi gruppi di danza e teatro, provenienti da tutto il mondo.