La vetta simbolo della Provenza contraddistingue la regione con la sua imponente massa. Ricca di una sviluppata biodiversità, testimone di gloriose epopee ciclistiche, offre sui suoi versanti degli scrigni paesani dove la terra risuona ancora di accenti di autenticità.
Col bel tempo e quando soffia il maestrale, lo si vede dovunque. Vedetta della regione, il Monte Ventoso offre il suo cranio lunare allo sguardo degli abitanti, riferimento imperdibile del quotidiano provenzale. Culminando a 1912 metri, il "Gigante della Provenza" non è una cima come le altre. Già la sua geologia lo contraddistingue dagli altri. D’inverno ricopre le sue estreme pendenze con uno strato di neve. E quando arriva la primavera, lo stesso velo bianco ricopre sempre la sua sommità. Nevi perenni? Non le minori del mondo. Semplicemente l’aridità di un cono sottomesso a tutti i venti che ne lascia vedere solamente un suolo di sassi dal biancore scintillante.
La sua posizione è quasi leggendaria. Dalla cima, il panorama include quasi un quarto del sud-est della Francia. Si vede il Luberon, Marsiglia e le Alpille, ma anche la valle del Rodano, le Alpi e le Cevennes. Alcuni giorni, si riesce a intravedere anche il Canigou, il suo alter ego del Roussillon! Non stupisce che questa cima affascini tanto gli sportivi. Le sue pendenze risuonano ancora delle prodezze del Tour de France. Anche in automobile, si ha l’impressione di compiere un’impresa. Versante nord o sud, i tornanti della strada sono sempre un’avventura.

Considerato"riserva della biosfera" dall’Unesco, il Monte Ventoso sorprende anche per le sue diversità. Si possono trovare l’ulivo e la lavanda ai suoi piedi e il papavero della Groenlandia sulle sue altezze. Il turista scopre infine con foga i suoi ricchi versanti. Cosa c’è in comune tra le intimità della valle del Toulourenc, a nord, e l’apertura dei paesaggi del paese di Carpentras, a sud, regno della vite e della lavanda? Il paese del Ventoso indubbiamente è diverso dagli altri...