Accanto ad Avignone e Nîmes, Uzès rivela un fascino e una grazia latina senza pari. L’ex "primo ducato della Francia" ha conservato un patrimonio architettonico di grande bellezza che include una campagna costellata di villaggi in cui abbondano frutti, vigneti e querce da tartufo.
C’è del Saint-Rémy di Provenza a Uzès. L’intimità e un pizzico di autenticità in più, forse. Stesse strade circolari, stesse fontane che zampillano, stesso patrimonio scarmigliato: i turisti non si sbagliano ad assalire la città fin dalle prime belle giornate.
Una passeggiata a Uzès inizia con un giro nel suo centro storico. Vi si incrociano strade pedonali e negozi di tendenza ma soprattutto tesori di architettura. Come il castello dei duchi di Uzès, proprietà privata ma visitabile. Come la cattedrale Saint-Théodorit e la Torre Fenestrelle, con le sue false arie da torre di Pisa. Come le case del barone di Castiglia e Chambon della Torre, magnifici palazzi privati. Come anche la piazza aux Herbes, epicentro della città con le sue belle arcate e le sue terrazze da caffè. Questo posto de resto è il punto nevralgico del mercato settimanale, ogni sabato.
Territorio a cavallo tra Provenza e Languedoc, l’Uzège trabocca di produzioni emblematiche. Vi si trovano l’oliva e l’albicocca, la vite e la ciliegia, la pesca e il tartufo. Tesori della tavola che si possono scoprire percorrendo i quattordici villaggi situati nei dintorni, adottati da alcuni anni da una clientela parigina. Perché è bello farsi vedere a Uzès! Nuova piccola Luberon, la regione del resto d’estate un accento straniero. Un respiro ravvivante che da’ il suo contributo al fascino incomparabile di questa città dei Duchi.