Spesso incanalato, attrezzato con strutture idroelettriche, il Rodano tra Le Pouzin e Villeneuve-les-Avignon è il filo conduttore ideale per scoprire una Provenza al 100% terra e natura. Seguite la guida...
In barca o in automobile, una "discesa" del Rodano non è mai insignificante. Avvicinandosi ai margini dell’Ardèche, del Drôme, del Gard e del Vaucluse, la parte meridionale del fiume non ha eguali e svela i suoi tesori nascosti. Un solo imperativo: prendersi il tempo di bighellonare e dimenticare il viaggio lungo l’autostrada del Sole.
A Nord, ma già porta del Sud, ecco Montélimar. Ci si ferma per la sua pietanza più amata, il torrone, e la sua atmosfera che unisce la Provenza e Dauphiné. Più a Sud, nelle colline ardechesi, si cela Saint-Montan, adorabile villaggio dalle intricate viuzze. Superate le zone di Pierrelatte e di Mondragon, si giunge alla bella Pont-Saint-Espirit. Una posizione strategica al limite del fiume e uno dei più bei ponti costruiti sul Rodano, (venticinque arcate). Il borgo segna la fine delle turistiche gole dell’Ardèche, paradiso della canoa dove il capriccioso fiume termina la propria corsa alcuni chilometri a monte del Rodano.
Approdando nella pianura d’Orange, il fiume traccia la sua strada tra i vigneti che rappresentano l’orgoglio della denominazione Côtes-du-Rhône: la terra dei merletti di Montmirail, in lontananza, coi famosi Gigondas, Vacqueyras o Beaumes-de-Venise. I non meno gustosi Tavel e Lirac, sul lato del Gard. Senza dimenticare Châteauneuf-du-Pape, ricco di storia, i cui vigneti dominano il fiume.
Si arriva infine alla città dei Papi di fronte la quale si trova Villeneuve-lès-Avignon. Non dimenticate Villeneuve! Meno famosa di Avignone, la città del Gard ospita, assieme alla Torre Philippe-le-Bel, Forte Saint-André e soprattutto la Certosa della Valle di Bénédiction, tre puri gioielli di architettura e di storia.