Con le arene e la Maison Carée, la capitale gardoise è orgogliosa di possedere alcuni tra i più bei resti romani del sud della Francia. Dal "pane e giochi" cari ai discepoli di Cesare allo sfogo delle festività odierne, la festa è sempre il denominatore comune per gli abitanti di Nimes!
La città "bianca" non è un nome del tutto appropriato. Ottima rappresentante delle città del Sud, Nîmes è piuttosto un caleidoscopio di colori, di odori e di profumi che non conoscono mezze-misure. Il placido visitatore viene qui per il suo temperamento meridionale, il suo stile provenzo-languedocien e i suoi resti romani. Il "festaiolo" vi si precipita per le sue festività indiavolate che mettono a ferro e fuoco la città e stravolgono tutti i codici sociali.
L’imperatore Augusto ha dato origine della città. Situata sulla via Domitia che collegava la Spagna con Roma, Nemausus prosperava nel commercio. L’imperatore l’ha fatta a sua immagine, bella e radiosa. Costruite tra il 50 e il 100 d.c., le arene erano destinate ai combattimenti dei gladiatori. Nonostante non siano le più grandi dell’impero, sono tra quelle meglio conservate del mondo romano. A fianco, la Maison Carée, piccolo edificio ispirato all’architettura del tempio di Apollo a Roma, è stata costruita alla svolta dell’era cristiana. È dedicato ai figli adottivi di Augusto, Gaio e Lucio Cesare.
Una passeggiata per la vecchia Nîmes permette di associare queste rovine alla scoperta di un patrimonio urbano meno conosciuto ma ugualmente autentico: rue Fresque, la Torre dell’orologio, piazza delle Herbes, piazza del Mercato, la cattedrale Notre-Dame-e-Saint-Castor... E di apprezzare alcune creazioni e rinnovamenti degni del miglior gusto: il Carré d’Art sicuramente, ma anche la scuola delle Belle arti o l’isolotto Littré.
Quanto alle varie feste, esaltano lo stampo tipicamente meridionale della città. Quella della Pentecoste è la più celebre. Per cinque giorni, corride e bodegas fanno il pienone, fino e sangria scorrono a fiumi, bande e fanfare fanno a gara in resistenza, i tori sono lasciati liberi nelle strade. Nîmes è a ferro e fuoco...