La montagna del Luberon estende la propria spina dorsale tra Cavaillon e Manosque. Trasformata in località vip da una frequentazione cosmopolita, i suoi versanti sono costellati da villaggi emblematici le cui antiche pietre rivelano un territorio d’eccezione. Il Parco Regionale preserva l’essenziale spazio naturale e facilita la pratica delle attività all’aria aperta.
Gordes, Lourmarin, Bonnieux, Roussillon, Apt, il cammino d’ocra, l’abbazia di Sénanque, il villaggio delle bories: chi non ha mai sentito parlare di queste perle provenzali? Scegliendo di venire nel Luberon, il turista getta la maschera, scoprendo un gusto evidente per il bello, l’armonia, il sottile dosaggio delle cose...
Il Luberon, è innanzitutto due montagne, il Grande e il Piccolo Luberon, divise dal solco di Lourmarin, colpo di matita naturale tra i versanti nord e sud. Le creste denudate o dalla scarna vegetazione attendono il gitante pedestre, ciclista o equestre, per delle avventurose fughe. Diversi sentieri delimitano le sue pendenze e aprono spettacolari punti panoramici sulle catene litorali calcaree, il Monte Ventoso, le Alpi del Sud...
Quanto alle pendenze, accolgono produzioni fruttifere e villaggi. I più conosciuti si trovano a nord. Sono il rifugio di alcune celebrità che si sono innamorate della regione, quando le folle non vi si accalcavano ancora. Non è stato lo scrittore Peter Mayle a rendere popolare la regione? Si può preferire la tranquillità di Oppède all’agitazione di Gordes. La pace di Simiane all’animazione di Roussillon.

Ci si può dirigere inoltre verso le colline del lato sud. Eccetto Lourmarin - dove riposa Albert Camus - questo versante conserva dagli accenti più intimistici. Venera tanto il vino quanto il suo alter ego d’ubac ma i suoi villaggi del Paese d’Aigues o delle rive del Durance considerano ancora l’agricoltura come la propria maggiore risorsa. Un contrasto che rende questa regione d’eccezione ancora più avvincente.