I Baux e Saint-Remy de Provence sono le star incontrastate del massiccio delle Alpille. Sito difensivo incassato nel calcare da un lato, ma anche località dai ricchi hotel caratteristici arricchita dalle rovine di Glanum dell’altro, i due paesi incarnano un lato prestigioso della Provenza, frequentata tutto l’anno da una clientela cosmopolita.
C’è un’evidente complementarità tra le due località. Dominando da lontano la Camargue, i Baux de Provence offrono ai visitatori il proprio incredibile sperone roccioso difensivo, che emerge a malapena dal calcare aspro e denudato. La visita del luogo diventa sempre più interessante. Innanzitutto una successione di viuzze, costeggiate da case signorili. Poi una minuscola agorà, dove convivono una piccola cappella e una chiesa. Infine, un tavolato roccioso aereo , dove si trovano le rovine della fortezza medievale. Si incontrano qui la fierezza medievale e la grazia Rinascimentale, dal disordine trovatorico e dalla prominenza tipica del Grande Secolo.
L’
Oustau de Baumanière et la
Cabro d’Or, ai piedi della rocca dei Baux de Provence vi permetterà di ammirare il castello.

Al contrario, Saint-Rémy de Provence presenta un volto più deciso. Ai piedi delle Alpille, protetto da un viale tracciato lungo il percorso delle vecchie mura, il cuore del paese cela un intreccio di viuzze ravvivate da splendidi palazzi privati.
La città non dimentica ciò che deve ai suoi illustri predecessori. Fu città romana, che lasciarono ai posteri i resti del sito di Glanum. Vide nascere Nostradamus. Accolse senza paure Van Gogh. Nel suo tormento, egli immortalò la città e la sua campagna, imprimendo un tocco artistico mai dimenticato. E’ sufficiente osservare da vicino i terrazzi e i negozietti per rendersene conto. Una clientela epicurea vi si accalca, invaghita del bello e dell’arte di vivere, estasiata dal poter associare nonchalance provenzale e finezza creativa.