
Monumenti romani e romanici, musei e facciate pieni di fascino, palazzi privati di un lusso discreto, una fiammeggiante tradizione gastronomica... Arles merita senza dubbio che le si dedichi un week-end per scoprirla! Nello scintillio della sua luce così particolare, si può indovinare per quali ragioni Arles ha saputo elevarsi al rango di leggenda.
Un soggiorno ad Arles: il fascino di un ricco patrimonio artistico, architettonico e gastronomico
Poche città francesi possono vantarsi, quanto Arles, di aver suscitato tante vocazioni e slanci creativi. Il fascino di Arles è un’alchimia complessa che deve tanto al suo ricco patrimonio antico quanto alle sue particolari tradizioni. L’Arlesiana, la sua figura pittoresca (cuffia, scialle che copre le spalle, croce al collo), ne è l’emblema: dal romanzo di Alphonse Daudet alle creazioni del sarto Christian Lacroix, ella è anche molto presente nell’opera di Picasso, del 1912.
Chiunque rievochi la cultura locale non può non citare la gastronomia. Arles, nel cuore della Provenza, fa gorgheggiare i prodotti più buoni del territorio meridionale: i vini della valle del Rodano, l’olio d’oliva, le piante aromatiche (timo, rosmarino, lavanda...), il farro del Monte Ventou, i tartufi e un rinomato savoir-faire, la gastronomia provenzale prende il suo carattere di nobiltà ad Arles e nei suoi dintorni...
Quando hotel e ristoranti di Arli ispiravano Picasso e Van Gogh...
Appassionato di tauromachia, Picasso frequentava assiduamente le arene romane durante la famosa feria di Arles. Cliente fedele degli hotel locali, la leggenda vuole che egli disegnasse spesso sulle tovaglie dei ristoranti di Arles e della sua regione, prima di lasciare i suoi schizzi al posto del conto! Al museo Réattu sono esposte le sue opere tra cui Il Ritratto di Lee Miller in Arlesienne, del 1937 (lo stesso anno di Guernica). La fotografa americana, musa di Man Ray, vi posò per una sorta di omaggio al Ritratto di Madame Ginoux di Van Gogh.
Non si potrebbe rievocare Arles, infatti, senza citare Vincent Van Gogh! Affascinato da Arles, ospite fisso dei suoi piccoli hotel, vi ha attinto ispirazione, producendo ad una folle andatura una miriade di opere d’arte: durante i quindici mesi del suo soggiorno ad Arles, avrebbe dipinto più di 300 quadri. La commovente riproduzione, dal fascino inaudito, della sua piccola camera d’albergo di Arles (esposta nel paese d’origine dell’artista), continua a far sognare i milioni di ammiratori del più celebre dei pittori di Arles.