
A Viti Levu, la principale isola delle Fiji, abitano i tre quarti della popolazione dell’arcipelago. La sua costa Est, piovosa, contrasta con quella Ovest, più secca e molto ben attrezzata per il turismo. Il centro è allo stato selvatico.
Per le sue dimensioni, più di 10.000 km², Viti Levu è la terza isola più grande del Pacifico centrale, dopo la Nuova Caledonia e Hawai. Il suo centro montuoso e boscoso scende fino alla costiera, dove sono concentrate le città e le attività. L’Est è piovoso e umido. Su questa “costa esposta al vento” si trova la capitale del paese, Suva. Soprannominata “Rain City”, la città gode di una grande animazione e mostra nelle sue strade l’architettura tipica delle case coloniali.
Seguendo la costa verso sud, il turista scopre subito una delle risorse essenzieli di Fiji: la canna da zucchero. Vengono organizzate visite alle piantagioni, che si estendono a perdita d’occhio. L’Ovest riceve il nome di “costa sotto vento”. È una zona più secca, ed è proprio qui che si trova Nadi, la capitale turistica dell’isola. Su questa costa dalle belle spiagge, come quelle di Nadi Bay e Wailoaloa Bay, sono stati costruiti degli alberghi internazionali. L’esistenza in città di un importante e particolarmente estetico tempio indu attesta la forte presenza della comunità indiana, insediatasi nelle isole Fiji già da tempo.
A qualche chilometro da Nadi, troviamo Lautoka. È la seconda città dell’arcipelago per grandezza, sviluppatasi grazie all’attività dello zucchero. La distilleria, il porto e il cosmopolitismo (Fijiani, Indiani buddisti, musulmani, Sikh…) fanno di Lautoka una tappa interessante lungo la circonferenza dell’isola. In primo luogo, visiteremo il Garden of the Sleeping Giant, uno splendido giardino fiorito immaginato negli anni 1970 dall’attore americano Raymond Burr, innamorato dell’arcipelago.
Il centro dell’isola è riservato a escursioni più avventurose. Selvaggio, con una deficiente rete stradale, vi abitano tribù autoctone che come primo mezzo di locomozione utilizzano il cavallo.